Luogo dove il tempo e le civiltà passate hanno lasciato profonde tracce, come dimostra il rinvenimento di alcuni insediamenti preistorici, i resti della necropoli paleoveneta, l’antica fornace romana di laterizi, la chiesetta di San Giorgio di origini Longobarde e le acque di San Giorgio.
Queste rinomate sorgive sulfureo-idrogenate - "Acque Slosse" - apprezzate dai bassanesi, veneziani e padovani, che dalla fine del 1800 fino a metà del 1900 venivano a fare la cura dell’acqua per le particolari proprietà curative e diuretiche.
Fin dall’antichità, le nostre colline sono state scelte come luogo abitativo e di coltivazione dato che permettevano una migliore difesa e gestione dei terreni più asciutti.
Nel corso dei secoli l’uomo ha disboscato i versanti collinari per far posto alla coltivazione di viti, ulivi, castagneti ed alberi da frutto , creando terrazzamenti, modificando il paesaggio e prevenendo l’erosione; paesaggio caratterizzato dalla presenza di molte sorgenti naturali.
Fino alla Seconda Guerra Mondiale, l’agricoltura italiana è rimasta prevalentemente collinare, nonostante la lenta bonifica delle pianure, iniziata in età moderna e intensificatasi tra Otto e Novecento.
Solo a partire dagli anni Settanta del Novecento (poco più di cinquant'anni fa) si assistette al declino dell’agricoltura collinare a favore di quella intensiva di pianura.
Colline leggermente scalfite nel corso della Prima Guerra mondiale da alcuni interventi di trinceramento da parte del Genio Militare che operò anche a San Michele per la costruzione di opere di difesa per affrontare l’eventuale avanzamento delle truppe austriache, qualora fossero riuscite ad oltrepassare l’altopiano, diretti nella pianura sottostante. Interventi datati 1916 in occasione della costruzione della strada “Fratellanza”, che partiva dalla Trinità per arrivare a Fontanelle di Conco.
Anche durante la Seconda Guerra Mondiale ci furono altri interventi da parte della TODT, organizzazione tedesca che operò nelle nostre colline tra il 1942 ed il 1945 per la costruzione di opere sempre di difesa, per rallentare l’avanzata degli alleati all’Italia e permettere alla Wehrmacht di guadagnare tempo per riorganizzarsi o ritirarsi in ordine verso il Nord e la Germania.
